Cosa vedere a San Francisco in 2 giorni

Due giorni da dedicare a San Francisco sono sicuramente pochi, ma organizzandoci per tempo e prenotando la visita di Alcatraz (esperienza imperdibile se passate da quelle parti) siamo riusciti a goderci comunque svariati punti interessanti della città. Ci siamo spostati in parte in auto ed in parte a piedi, come amiamo fare, cosa piuttosto faticosa in questa città: non aspettatevi la classica città americana lungo il fiume, qui si tratta di sali scendi continui con percentuali di salita e discesa che spaccano letteralmente le gambe. Quindi, se intendete muovervi prevalentemente a piedi, preparatevi! Il clima è variabile, strano trovare il Golden Gate Bridge non avvolto nella nebbia, e nonostante il tempo risicato ci è stato fatto questo bellissimo regalo, a detta di un abitante di San Francisco, cosa piuttosto rara.

Siamo arrivati a San Francisco verso l’ora di pranzo e ci siamo persi a passeggiare nel parco accanto al Golden Gate Bridge, studiandone l’architettura da sotto, di fianco…da ogni punto di vista tra il ponte e Crissy fields.

Abbiamo poi ripreso l’auto, siamo entrati per qualche km dentro il Golden Gate Park, giusto il tempo di scontrarci con il paddok dei bisonti e per qualche sguardo all’immenso parco ed al Legion of Honor. Abbiamo poi seguito la 49 Miles Scenic Drive che ci ha buttati dapprima sulla costa e poi in città, in quartieri davvero chic e case di ogni taglio e tipo.
Ci siamo poi liberati dell’auto, lasciata in hotel nella zona di Marina, scelto appositamente per la presenza di parcheggio, cosa più unica che rara a San Francisco, abbiamo iniziato la nostra scarpinata verso Castro, dove ci attendevano una visita allo shop di Amoeba music ed un amico per cena.
La scarpinata è stata lunga, ci ha permesso di vedere le Painted Ladies ad Alamo Square oltre a scoprire i famigerati saliscendi della città.

Painted-Ladies
Dopo una buona cena, di nuovo scarpinato verso casa, in una città non troppo popolata a quest’ora (il quartiere di Marina è molto tranquillo, ed anche Pacific Heights che la avvicina a Castro non ci ha dato problemi).

La sveglia è suonata presto ma non abbastanza per ricordarci che per arrivare all’imbarco per Alcatraz i 40 minuti a piedi sarebbero stati quasi di corsa. Abbiamo preso la prima barca del mattino, per poterci godere l’isola meno affollata visto che la visita notturna non era prevista per i nostri giorni di soggiorno.
L’isola è veramente un must, i ranger sanno guidare splendidamente con racconti sui carcerati e le leggende del penitenziario. Ci siamo presi tutto il tempo necessario: abbiamo ascoltato gli speech dei ranger disponibili e poi l’audioguida ha completato la visita della parte interna.
Tornati a terra per pranzo, abbiamo esplorato da zona del trafficatissimo Fisherman’s Wharf: d’obbligo una tappa per assaggiare la Clam Chowder, zuppa di vongole tipica del New England che qui viene servita direttamente dentro il pane. Dopo qualche compera sul molo e una visita ai leoni marini al Pier 39, ci siamo spostati verso casa. O meglio, abbiamo percorso strade interne rispetto a quelle dal mattino per rientrare, che ci hanno permesso di visitare Coit Tower e i Filibert’s Steps, ma soprattutto lil famosissimo incrocio di Lombard Street nel tratto di Russian Hill, che la rende la strada più famosa al mondo per la sua conformazione e le sue curve assurde.

Russian-Hill

Abbiamo poi continuato la passeggiata verso Presidio, alla caccia della fontana di Yoda, dove abbiamo visto il maestoso Palace of Fine Arts ed il Wave Organ che purtroppo non abbiamo sentito in funzione per la confusione del porto circostante.

L’ultimo risveglio a San Francisco è stato più grigio del solito, e abbiamo deciso di spendere le nostre ultime ore dentro il Golden Gate Park, in particolare di visitare il Japanese Tea Garden.

Che cosa manca in questa visita di due giorni a San Francisco: sicuramente la zona di Union Square (che abbiamo visto solo dall’auto), Twin Peaks per uno sguardo dall’alto.

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