Valley of fire

La splendida e sottovalutatissima Valley of Fire vi aspetta prima di entrare a Las Vegas se venite dalla zona Zion-Bryce Canyon. Non troverete torrette ad attendervi: dovrete pagare i 10$ ad auto dentro una cassettina insieme alla segnalazione della vostra targa per permettere di fare eventuali verifiche. Il centro visite, alle 8 del mattino, era chiuso. Sigillato proprio. Quindi, preparate prima acqua e spuntini perchè non ci saranno ranger ad indirizzarvi: idem per le mappe, noi non le abbiato trovate esposte ma ci eravamo già fatti una bella idea dei trail da visitare. [qui l’elenco completo]

Personalmente, guidare qui è stato uno dei momenti più belli della vacanza: tutto intorno è nei toni del rosso, il parco è deserto e ci sono pochissime persone in giro (se non quasi nessuno!) già dalla mattina presto. Ricordatevi che siamo nel deserto: attenzione all’abbigliamento, scarpe comode, vestiti leggeri, cappello e crema solare, che al 90% non ci sarà ombra sul vostro percorso.

Noi abbiamo scelto il Fire Wave Trail, lontana cugina del The Wave in Arizona, passeggiata mista su sabbia, sassi e pietra, con varie attenzioni da porgere al percorso: paletti quasi invisibili da seguire per non perdersi, percorso da seguire obbligatoriamente per non disturbare gli abitanti della zona, tra topi, rattlesnakes, ragni e scorpioni, vi passerà la voglia di saltellare tra i cespugli. Noi non ne abbiamo incontrati, o meglio, abbiamo incontrato qualcuno ma non è stato così tremendo…quando abbiamo capito chi era!

La passeggiata parte costeggiando delle rocce alte, quasi all’ombra, si sposta poi al sole pieno fino all’arrivo alla fire wave. La passeggiata dura all’incirca mezz’ora-tre quarti d’ora, considerate poi il ritorno di uguale durata. Semplice e non faticosa, ci siamo un po’persi nel seguire i paletti e nel fare rumore con le scarpe per spaventare animali che non avremmo voluto incontrare anche perchè i nostri occhi erano catturati da ogni roccia, cespuglio, fiore che vedevamo: tutto davvero splendido, un’esperienza che rifarei assolutamente, anzi, ad aver avuto più tempo ci saremmo fatti qualche altro bel giro! Certo, è impegnativo…soprattutto quando pensi di essere arrivato sano e salvo, ti fermi a fare foto e con la coda dell’occhio vedi questa coda che striscia via, al grido di “Oddio un serpente!” spavento Lorenzo e, dopo qualche altra foto, decidiamo di tornare all’auto. Segnaliamo anche ai due turisti giapponesi che incontriamo che c’è un serpente e anche loro, a metà percorso, decidono di rientrare. Io il fetente l’avevo visto nascondersi sotto una roccia: da distanza di sicurezza gli ho scattato una foto, convinta di voler riconoscerne la razza una volta in un luogo sicuro: ecco, la sera, riguardando le foto, mi accorgo che quel grosso faccione ha anche le zampe, era insomma una lucertolona, forse l’animale più innocuo che avremmo potuto incontrare!

Un ultimo avvertimento su Valley of fire: quando chiedono di seguire un percorso, per quanto non sia ben segnalato e possa essere impegnativo, FATELO. Un mese dopo il nostro rientro si sono perse delle persone proprio su questo trail e ci hanno messo giorni a ritrovarli. Le rocce sembrano tutte uguali, i colori sono simili e in questo territorio non si scherza per niente. Seguite i segnali, attrezzatevi adeguatamente e anche durante la passeggiata di andata, prendete dei riferimenti dientro di voi: una volta che la strada si fa a ritroso così non sarà tutto nuovo ma potrete trovare qualche “briciolina”, voltare la testa non è cosa scontata…ma da questo viaggio ho scoperto che è più che necessario quando ci si avventura nel deserto e nelle foreste!

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